Poeti e scrittori termitani

Muoiono i poeti ma non muore la poesia perché la poesia è infinita come la vita. (Aldo Palazzeschi)

Giuseppe Sunseri

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Nato a Trabia il 29/12/1917

Deceduto a Palermo il 29/01/1994


Laureato in lettere nel 1940, comincia ad insegnare nello stesso anno presso il Liceo Classico “Meli” di Palermo. Chiamato alle armi nel 1941, partecipa alle operazioni di guerra  e viene gravemente ferito.

E’ decorato con Croce di guerra al valore militare e con Croce al merito di guerra.

Nel gennaio del 1944 riprende la sua attività di docente ed insegna lettere classiche presso il Liceo Ginnasio di Termini Imerese.Dal 1946 al 1952 insegna materie letterarie presso il Liceo Scientifico “Cannizzaro” di Palermo. Nel 1951 ritorna al Liceo “Gregorio Ugdulena” di Termini:

Preside incaricato dal 1959 al 1975 in diversi Istituti della provincia, viene nominato di ruolo nel 1975 ed assegnato al Liceo Ginnasio di Termini Imerese dove presta servizio sino al 10 settembre 1983,data in cui è collocato a riposo per raggiunti limiti di età.

E’ stato Sindaco del Comune di Trabia dal novembre del 1946 al maggio 1953 e poi nel 1958 vice sindaco del Comune di Termini Imerese.

Nel 1984 è stato Presidente del Lions Club di Termini Imerese ed ha successivamente ricoperto alti incarichi in tale associazione di servizio.

Ha pubblicato due raccolte di poesie “L’altra sponda” e “All’ombra del carrubbo” ed anche numerosi saggi critici di argomento letterario e politico, su riviste e giornali vari.

Ha sempre compiuto il suo dovere scolastico, civile e militare con la più scrupolosa puntualità, ed ha curato la sua preparazione  professionale con costante aggiornamento e con la massima abnegazione.

La società civile gli ha tributato il più sincero rispetto per la modestia dei suoi modi e per la sua continua disponibilità nei confronti dei bisognosi.

Giuseppe Sunseri è stato certamente un uomo di grande prestigio morale e culturale.

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Illumini
solo che guardi
chi non ha più nulla…
Ma sei,
devi essere
come la rena della spiaggia;
il mare poi
distrugge tutto,
quasi giocando.
E l’incontro
è già il passato,
senza più storia,
svanito all’orizzonte,
senza àncora…
Io sono la foglia
che il vento gelido
porta ormai
nella solitudine triste
nell’inverno…

tempesta-di-fulmini-del-2-settembre-le-foto-488248Tempesta

Sibilare
di venti sfrenati,
piegarsi
di canne,
turbinio di foglie strappate;
nuvole di piombo
pesano dal cielo
e le onde
del mare
inseguono la riva
come a distruggerla;
lo scroscio violento
di pioggia;
il torrente
diviene gigante
e avanza
dagli argini
a farsi conoscere;
è la tempesta…

Luna 1969

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Anche tu,
luna,
sei diventata
cosa.
Macchine nuove
ti hanno trovata;
macchine nuove
riducono in polvere
le tue pietre,
non più simbolo
di misteri sofferti.
Sei diventata
una formula…
parametri,
elissi…
…non so più chiamarti
a testimone
delle mie confessioni:
povera luna,
eri sempre
giovane,
a guardare
il teatro
degli uomini,
gli armenti
del pastore senza pace
ora sei
vecchia,
come le cose,
toccate
dal giovane volere
del sapere!…

 


 

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