
Nunzio Russo è nato nel 1960, ha due figli, Francesco e Massimo.
Discendente da antichi produttori di pasta alimentare siciliana, Nunzio Russo, figlio di due famiglie di pastai, “Russo” di Termini Imerese e “Messineo” di Trabia, secondo la rigida tradizione familiare, appena adolescente si è accostato all’attività imprenditoriale paterna.
Oggi è un libero professionista, e nel tempo libero si dedica alla scrittura (pur essendo molto tecnologico, confessa di scrivere a matita su un quaderno la prima stesura dei suoi romanzi!).
LA VOCE DEL MAESTRALE (2005) Edizioni Esordienti E-book: la storia, frutto di fantasia, si interseca a due eventi storici di grande importanza e assolutamente veritieri come la battaglia di Cheren avvenuta nel 1941 in Eritrea durante la Seconda Guerra Mondiale e la riunione dei pastai che volevano costruire il pastificio più grande d’Italia nel 1963, ed è ambientata in un piccolo paese della Sicilia, fino a spostarsi in Africa nel corso del XX secolo.
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IL ROMANZO DELLA PASTA ITALIANA (2015) Edizioni Esordienti E-book: descrive nel suo libro, il florido commercio sviluppatosi intorno alla pasta a Termini Imerese e a Catania fino a tutti i secoli XVII e XVIII.
Dalla Sicilia la pasta raggiunse la Liguria e poi la Campania. Da qui si approdò con grande fortuna ai mercati d’oltreoceano.
Proprio in questi periodi nacquero le prime corporazioni e i primi regolamenti legislativi. Molte delle piccole e medie industrie di pasta confezionavano anche una specialità esclusiva di acciughe salate in scatole.
Questo saggio è comunque soprattutto la testimonianza di come si faceva imprenditoria in Sicilia nell’Ottocento e nella metà del Novecento e come a causa dei costi di trasporto e dell’assenza di una rete autostradale i produttori, gli artigiani, gli imprenditori siciliani hanno dovuto soccombere a quelli delle regioni settentrionali, ad aziende molto più grosse, più all’avanguardia e vicine ai mercati nazionali e internazionali, Barilla e Agnesi che hanno avuto una crescita esponenziale.
La grandezza di quest’opera sicuramente sta nel portar alla luce con documenti alla mano la chiusura di oltre quarantacinque pastifici nella zona di Termine Imerese che riuscivano a produrre giornalmente 14.521 quintali di pasta e esportarla persino in America.
Gli ultimi industriali della pasta in Sicilia si riunirono nel 1960 per studiare un progetto ambizioso: un grande pastificio automatico proprio presso la nascente zona industriale di Termini Imerese, come dire produrre pasta e buona pasta nel solco della tradizione invece di macchine Fiat.
Alla fine però l’accordo non fu sottoscritto e quindi il sogno dei pastai di Sicilia, la terra dove è nata la pasta, è stato portato via dall’inesorabile scorrere del tempo.
(Milena Pritera)
