Sara Morina, nata in Sicilia a Villafrati (Palermo), è vissuta a Termini Imerese dove ha frequentato il Liceo Classico Ugdulena. Laureata in Scienze naturali a Palermo, ha insegnato nelle scuole medie di Taranto e Roma.
Iscritta all’Ordine dei giornalisti. Autrice di racconti, saggi, recensioni, poesie, pubblicati su riviste e giornali nazionali ed internazionali, ha scritto due libri di poesie.
Ha soggiornato per alcuni anni a Bruxelles, collaborando all’organizzazione del Festival letterario di Lovanio negli anni 1981-1982-1983-1984.
Presidente dal 1994 dell’ Associazione Internazionale scientifica e sociale “Il Telescopio” il cui presidente onorario è il poeta greco Takis Varvitsiotis.
Ha ideato e realizzato i premi letterari “Il Telescopio” di Poesia e Narrativa (alla XI edizione) con il patrocinio del Consorzio di Casalpalocco e del Municipio XIII.
Collabora con la Gazzetta di Casalpalocco e il Giornale di Ostia.
Si sta interessando alla pubblicazione della Rivista letteraria “Il Telescopio”, bimestrale, alla quale potranno accedere con i loro lavori gli autori sconosciuti, oltre quelli premiati al concorso letterario “Il Telescopio” che si svolge ogni anno. La Rivista accoglie autori noti in ogni campo dell’arte.
Sara Morina, nel suo libro “Spigolature siciliane”, affonda le proprie radici nel passato.
I suoi racconti tendono a riportare alla memoria dimensioni temporali lontane. Nel ricordo, tutto è idealizzato e bellissimo: la nonna, con il suo viso rugoso ed affabile, si sovrappone decisamente al ricordo dei genitori; il salotto proibito, una fonte di curiosità per Sara e suo fratello.
Tutto questo mondo, girato al rallentatore, viene fermato da Sara Morina, per un attimo, sulla carta. Una girandola di storie vissute o sentite raccontare, rimaste intatte nella memoria.
Il suo stile è semplice, lineare, incisivo, capace di captare l’attenzione del lettore, per la chiarezza delle immagini, come nelle sequenze di un filmato.
Leggi da qui il racconto “Via Spucches” tratto da “Spigolature siciliane” edito da Il Calamaio.
